La stretta al credito

I dati statistici parlano chiaro. Nel 2018 i prestiti bancari alle Partite IVA sono calati del 6,4% rispetto al 2017; ben 45 miliardi di prestiti in meno. Il dato fa ancora più impressione se si considera che la riduzione dei prestiti è costante dal 2011 ad oggi.
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Che le piccole e medie partite iva costituiscano la colonna portante dell’economia italiana è un dato di fatto che non può essere negato in buona fede. Ciononostante questa colonna subisce colpi su colpi anno dopo anno ed è sorprendente che riesca a rimanere ancora in piedi.

Alla crisi economica che è iniziata nel 2008 e la cui fine è stata più volte annunciata senza che nessuno di noi l’abbia percepita, si sono puntualmente affiancate le scelte politiche frammentarie e contradditorie dei vari governi che si sono succeduti, coerenti solo nel concepire le partite iva come frutti da spremere (come se ci fosse ancora qualcosa da spremere!).

Ma a tutto questo si unisce anche altro. Ad esempio il “credit crunch”! Sembra il personaggio di un film di animazione ma purtroppo è un problema reale che le PMI e in particolare chi ha aperto da poco la Partita IVA conosce alla perfezione anche senza averne mai sentito parlare.

È la “stretta al credito”, o più semplicemente la difficoltà e più volte impossibilità di accedere al credito bancario. I dati statistici parlano chiaro. Nel 2018 i prestiti bancari alle Partite IVA sono calati del 6,4% rispetto al 2017; ben 45 miliardi di prestiti in meno. Il dato fa ancora più impressione se si considera che la riduzione dei prestiti è costante dal 2011 ad oggi. Non è sufficiente avere competenze, passione, spirito di iniziativa, un progetto imprenditoriale valido e l’eroico coraggio di aprire una Partita IVA! Se l’attività è recente per la Banca costituisce un rischio insostenibile se non con garanzie immobiliari che non tutti hanno o sono disposti a mettere in gioco.

Cosa comporta questo? Molte Partite IVA chiudono, molte non vengono mai aperte, la maggior parte lottano per la sopravvivenza senza riuscire a crescere e a diventare veramente competitive, soprattutto nei confronti dei concorrenti stranieri. È infatti diretta la correlazione tra “stretta al credito” e mancata crescita della produttività dell’impresa italiana.

Le imprese con maggiori difficoltà ad avere prestiti dalle banche negli ultimi anni? Le imprese commerciali e del turismo! Un altro paradosso in un Paese come l’Italia!

La politica bancaria non cambierà velocemente né con facilità. Intanto la sopravvivenza di molte imprese rimane legata a strumenti poco conosciuti come il Microcredito o strumenti di finanza alternativa come l’”equity crowdfunding” ed il “social lending” su cui torneremo, perché dietro questi termini poco noti o poco chiari c’è comunque qualcosa di valido.

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